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Vivere la migrazione tra e con le lingue:
funzioni del racconto e dell'analisi biografica
nell'apprendimento dell'italiano come lingua seconda
di Edith Cognigni
con allegato CD
Collana "lingue sempre meno straniere" 3


Nascendo da una ricerca che mette in luce nozioni relativamente nuove nello studio e insegnamento delle lingue, investendo le categorie tradizionali della didattica e le istituzioni con i concetti di appartenenza, di “spazio terzo” di mediazione, interrogando l’incontro/scontro tra i discorsi politici sulle lingue e la soggettività o le biografie individuali, questo libro rappresenta un momento di svolta e contribuisce con lucidità a rendere “sempre meno straniere” le lingue a chi le studia, le insegna, le impara avviando il tanto conclamato quanto difficile dialogo interculturale.

Pluridisciplinare grazie agli strumenti della linguistica e della sociolinguistica, del testo e della narrazione, della pragmatica e della semiotica, della sociologia e dell’antropologia, questo studio in profondità sottrae rigidità a concetti come ‘lingua materna’, ‘straniera’ o ‘seconda’, dialetti e lingua, grandi o piccole lingue quando osservati nelle politiche linguistiche e scolastiche, nelle ideologie o negli stereotipi o, all’opposto, nella rappresentazione che ciascun soggetto ne fa nel proprio discorso.

Questo testo si colloca nella collana “lingue sempre meno straniere” poiché da una parte contempla il mondo dei migranti adulti, confrontati alle ragioni vitali dell’apprendimento della lingua del Paese di immigrazione e alla costruzione del proprio processo identitario in situazione precaria attraverso la rappresentazione, il riconoscimento e la costruzione permanente del proprio molteplice repertorio linguistico; dall’altra, poiché interpreta e costruisce la figura dello studioso in azione, ossia dell’insegnante attento alla dialettica tra categorie cognitive e singolarità emergenti. Guardando alla lingua con la lingua, attraverso una complessa lettura dei racconti di vita e delle storie di lingue che essa stessa suscita, tesse delle vie flessibili per l’apprendimento, l’insegnamento e la costruzione di sé, dove il docente come il discente e il docente con il discente si trasformano entrambi in agenti e protagonisti del mutamento sociale.


Danielle Lévy

Edith Cognigni è post-dottoranda e docente a contratto presso l’Università di Macerata, dove si occupa di insegnamento dell’italiano a stranieri e di formazione nell’ambito della didattica delle lingue straniere e seconde.
Laureatasi in Lingue e Letterature Straniere a Venezia, ha conseguito presso l’Università di Macerata il dottorato di ricerca in “Politica, educazione e formazione linguistico-culturali”, di cui è tutor. I suoi interessi di ricerca si rivolgono principalmente all’apprendimento/insegnamento di una lingua seconda in contesto plurilingue e alla formazione linguistico-culturale attraverso l’approccio biografico.

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